AvventuraMarche.it

Oops!

It looks like you don't have flash player 6 installed. Click here to go to Macromedia download page.

Welcome to Marche

Colbordolo

Oops!

It looks like you don't have flash player 6 installed. Click here to go to Macromedia download page.

 





COLBORDOLO

Il capoluogo di Colbordolo, posto tra Pesaro e Urbino nella vallata del fiume Foglia, conserva una torre e le antiche mura del castello risalenti al XII secolo, che documentano la sua funzione storica in epoca medioevale e rinascimentale: privilegiato borgo d'avvistamento, conteso tra i Malatesta e i Montefeltro in quanto situato sulla strada che un tempo congiungeva Roma a Rimini attraverso Urbino. Nella chiesa romanica di San Giovanni Battista si ammira una pregevole tela di Claudio Ridolfi, la Madonna col Bambino e i Santi (1605). Colbordolo ha dato i suoi natali a Giovanni Santi il multiforme artista che accanto alla prevalente attività di pittore ha svolto anche quella di scrittore e scenografo di corte. Altitudine s.l.m.: minima m. 50, massima m. 396; Abitanti 6.251 Come si raggiunge: in auto, A 14 uscita Pesaro e Urbino, poi SP 423 Urbinate; in treno, Stazione di Pesaro, poi in auto SP 30 Montelabbatese, poi SP 423 Urbinate. Distanze in Km: Ancona 82, San Marino 60, Rimini 57, Pesaro 22, Urbino 19.


Origine del Nome

L'interpretazione più vicina all'esatto significato si pensa sia "Piccolo borgo sul colle", anche in virtù di un documento nel quale si legge: "Colborgo" castello sulla strada di Urbino e Pesaro...."

 

 

 

 

 


 Storia

Colbordolo, per la sua posizione elevata (m. 293 s.l.m.), era destinato a diventare un castello nel Medioevo e spesso fu oggetto di contesa tra i Malatesta ed i Montefeltro. Così fu per Sigismondo Malatesta che assediò il borgo nel 1446 attaccandolo dalla vicina Montefabbri "li piantò le bombarde" e lo distrusse sottraendolo al dominio dei Montefeltro. Successivamente Colbordolo seguì le vicende del ducato di Urbino. Dopo il 1631 si succedettero Legati e Delegati papali, alcuni dei quali promossero le attività economiche, le arti e le scienze. I rivolgimenti della Rivoluzione Francese videro gli abitanti di Colbordolo, come tutti quelli del contado e dei piccoli borghi, contrari agli ideali d'oltralpe. Ebbe qui i natali anche Carlo Roncalli, pittore settecentesco. Dopo "l'unità" questa zona fu interessata dal fenomeno del brigantaggio e, in particolare, dalle scorribande della banda di Terenzio Grossi che aveva numerosi complici nella zona di Colbordolo. Nella vicina Buca Ferrara, ebbe luogo una vendetta nei confronti di una spia. Nella seconda guerra mondiale Colbordolo, posto vicino la Linea Gotica, subì gravi danni soprattutto al momento della ritirata dei tedeschi.


Giovanni Santi - Artista e Padre di Raffaello

Pittore e Poeta Giovanni Santi nasce a Colbordolo, fra il 1440 e il 1445; nel 1450 la famiglia abbandona la cittadina e si trasferisce ad Urbino per sfuggire alle scorrerie dei Malatesta. Sono rare le testimonianze sulla attività giovanile, ma certo è partecipe della cultura umanistica e "cortese" presente nel ducato. Purtroppo il comune di Colbordolo non possiede nessuna opera del padre di Raffaello. Pertanto negli anni ottanta ha pensato di dedicargli un centro culturale, capace di guidare il visitatore attraverso la cultura della corte urbinate nella seconda metà del 400 e metterlo a confronto e contatto con l’opera di Giovanni Santi. La mostra allestita all’interno del centro culturale ha lo scopo di ricostruire, seppur in modo sintetico, i molteplici aspetti della personalità del Santi pittore, letterato e scenografo di corte. Sul Santi pittore si è compiuta una operazione innovativa riproducendo due opere fondamentali: la pala di Montefiorentino come “sacra conversazione statica", e la visitazione di Fano come “scena di azione” sono state smontate ingrandite ed enfatizzate. L’attività degli allestitori si è integrata con quella storico-artistica; l’accostamento con altri pittori serve a dimostrare i condizionamenti e l’originalità dell’artista. Con varie tecniche si sono realizzati abbinamenti che non sarebbero possibili con le opere autentiche, dimostrando l’importanza di Giovanni Santi sia sulla cultura locale che sulla grandezza universale di suo figlio Raffaello. All’interno della mostra ci sono poi una serie di pubblicazioni sul Santi, dal 1822 ai giorni nostri, che sono fondamentali per la comprensione delle opere dell’artista.

 

MONTEFABBRI


Montefabbri - Il Borgo dei Sogni

Un borgo dove il tempo si è fermato e da dove si gode di un suggestivo colpo d’occhio sulle colline e campagne circostanti, immersi nel silenzio. Posto sull'antica via che da Colbordolo porta a Urbino, il Castello di Montefabbri svetta solitario, protetto dalle sue mura che hanno contribuito a mantenere nel tempo gli antichi caratteri e un ritmo di vita scandito dalle stagioni. La sua struttura originaria, di stampo medievale, è completamente intatta come pur incontaminato è l’ambiente circostante, a tal punto da avere l’impressione che a Montefabbri il tempo si sia fermato. Ai visitatori sembra di fare un bel viaggio nel passato. Dal 2006 fa parte del club “I Borghi più Belli d’Italia” e nel 2008 è stato proclamato “Borgo dei Sogni” da parte della provincia di Pesaro e Urbino. Sorge su un colle posto a 319 metri s.l.m a 14 chilometri da Urbino, 20 da Pesaro e 40 da Rimini . All'interno del borgo, dentro la cinta muraria del XII secolo, tante meraviglie... Sopra l’arco d'ingresso fa bella mostra di sé la Madonna del latte, in pietra arenaria del XV secolo. Ma la vera sorpresa è la Pieve di San Gaudenzio che conserva le più antiche opere decorative in stucco delle Marche, scagliole in bianco e nero del medesimo autore: paliotti, pannelli e lapidi risalenti alla fine del XVII secolo. La chiesa è ricca di marmi, ha una cripta del XII secolo dove sono custodite le spoglie di Santa Marcellina (patrona del borgo) e una quattrocentesca torre campanaria alta 25 m. Si racconta che sul catino del battistero, ricavato da un cippo marmoreo romano, sia stato battezzato il Beato Giansante Brancorsini di Montefabbri. Il castello vive la sua rinascita economico-sociale dalla metà del XVI secolo fino al 1744 con il conte del feudo, l’architetto civile e militare Francesco Paciotti e la sua famiglia.


Storia

Risalgono all’epoca romana i primi insediamenti umani nel territorio di Montefabbri, dei quali restano poche tracce perché furono completamente distrutti dalle frequenti e ripetute invasioni barbariche. La discesa dei Franchi e il successivo passaggio dei territori del centro Italia al dominio pontificio, coincisero con il sorgere delle pievi - presenza di comunità cristiane - e di nuovi insediamenti umani in luoghi più sicuri e facili da difendere; ancor meglio se sotto la protezione della Chiesa o di un signore locale. All’epoca, nella zona sul versante destro del fiume foglia era sorta la pieve di San Gaudenzio, che avrebbe poi dato origine al territorio di Montefabbri: a cavallo tra il primo e il secondo millennio, la scarsa popolazione presente nelle zone circostanti la pieve si dotò di strutture difensive a protezione dei propri abitati, posti in alto e in luoghi sicuri, divenuti via via veri e propri castelli con mura, fossati e ponti levatoi. Il nome Montefabbri compare per la prima volta nei documenti ufficiali il 2 dicembre 1216. La sua costruzione, appositamente progettata come lo dimostra il razionale assetto urbanistico, fu voluta dalla famiglia feudale dominante, per motivi di prestigio e di difesa, funzione che mantenne per qualche secolo pur in mancanza di torri o di più sofisticati sistemi di difesa.

Nel corso del XIII sec. le sorti del castello furono legate a quelle delle più potenti Urbino e Rimini, e delle famiglie ghibelline (Montefeltro) e guelfe (Malatesta) che guidavano le due città. Scomparsa la famiglia feudale dominante per circostanze sconosciute, in epoca rinascimentale Montefabbri fu sempre più legato alla città feltresca, di cui rappresenta un avamposto difensivo strategico lungo la strada verso il mare, ed era spesso teatro di cruente battaglie come vero e proprio territorio di frontiera tra romagna e pesarese. Nonostante le battaglie, le campagne mercenarie, l’alternanza di potere tra Montefeltro e Chiesa, all’inizio del ‘400 la vita della popolazione era accompagnata da discreta attività economica - artigianale e di scambio all’interno del castello, agricola nelle campagne circostanti dove erano sorti anche villaggi e case sparse - che si consolidò sul finire del secolo, beneficiando del buon momento urbinate sotto la guida di Federico da Montefeltro. La contemporanea realizzazione del Mulino Idraulico di Pontevecchio testimonia che, come gli altri castelli della zona, Montefabbri conobbe un lungo periodo di tranquillità in cui si intensificarono gli scambi e gli arrivi di maestranze e artigiani provenienti da altre zone italiane. Durante questo periodo un architetto civile e militare della scuola urbinate, allievo del Genga e noto in tutte le corti del tempo, Francesco Paciotti originario di Colbordolo per via paterna, acquistò svariate proprietà in Montefabbri che poi, nel 1578 fu ceduta in feudo dal duca di Urbino Francesco Maria II Della Rovere al Paciotti stesso, allora 57enne, che fu signore di Montefabbri fino alla morte (1591).

Dopo di lui, i suoi discendenti legarono il nome della famiglia Paciotti al feudo di Montefabbri per un lungo periodo (fino al 1744) durante il quale il ducato di Urbino passò alla Chiesa. Sotto i Paciotti nonostante le difficoltà e la carestia, si attivò una fabbrica di ceramiche, vennero avviati lavori di miglioramento della chiesa di San Gaudenzio, effettuati quelli di ampliamento del palazzo del signore, istituito un archivio, acquisito il mulino di Pontevecchio attraverso il quale venne dato un generale impulso all’economia e alle attività artigianali, soprattutto sotto il Conte Guidubaldo. Estinta la famiglia Paciotti Montefabbri fu riunito alla città di Urbino. La prima parte del XIX secolo, dove l’unica attività a carattere industriale è quella della locale fornace, è segnato anche da gravi fenomeni delittuosi e corruzione amministrativa insieme alla recrudescenza del banditismo, che ebbe in Terenzio Grossi un noto capobanda locale, incontrastato fino al 1862 quando fu ucciso e la sua banda catturata, dopo l’apertura di una caserma dei carabinieri a Montefabbri. Trascorsi i primi turbolenti e difficili anni di Regno d’Italia, tornata la normalità tra la popolazione attiva (per lo più braccianti, coloni e artigiani saltuariamente occupati), Montefabbri perse l’autonomia amministrativa come altre sedi comunali del pesarese: l’11 Aprile 1869 con Regio decreto fu definitivamente annesso al Comune di Colbordolo.


Porta d'Accesso

Dopo svariati utilizzi nel tempo, legati alle funzioni dell'ente pubblico, la porta d'accesso al borgo storico di Montefabbri viene definitivamente ristrutturata nel 2008 con un contributo provinciale legato al progetto “Centoborghi”. Gli interventi di restauro conservativo della porta con le sue opere lapidee e la costruzione di una scala esterna per un più agevole accesso al locale sovrastante, consentono oggi di utilizzarlo per incontri ed esposizioni.

 


 


  Vedi Anche Pagina Castelli



MULINO PONTEVECCHIO

Pontevecchio una località densa di storia. Lo testimoniano un ponte romanico costruito ad arcate a tutto sesto, alto oltre venti metri e lungo sessanta, semidistrutto dal passaggio dell'ultimo fronte bellico e un mulino idraulico di epoca medioevale. Oggi ristrutturato grazie ad un intervento congiunto comune - provincia, l'edificio che un tempo forniva energia elettrica alla zona è ancora funzionante. La nuova destinazione lo rende documento di archeologia industriale, aula didattica e luogo di studio.

 


 

TALACCHIO

Talacchio ancora un piccolo centro del Comune di Colbordolo, un tempo castello fortificato di cui restano le tracce nell'assetto territoriale. Gravitante sulle vicende storiche di Urbino è ricordato per il valoroso condottiero di Federico II da Montefeltro, Belenzone. Del passato il borgo conserva la chiesa parrocchiale risalente ai primi dell'800 in cui ammirare una tela di S.Michele Arcangelo attribuita a Claudio Ridolfi (1574-1644). Il prodotto tipico del luogo è la crescia di Pasqua -protagonista di una conosciuta sagra del Lunedì dell'Angelo-, una sorta di panettone salato a base di formaggio , che si accompagna con salumi locali, uova sode e vino dei Colli Pesaresi. 

 


BIBLIOTECA COMUNALE

Situata nella frazione di Morciola, la Biblioteca e dotata di un patrimonio di oltre 22 mila documenti in rete col polo SBN di Urbino. Un ricco patrimonio per bambini e ragazzi, postazioni informatiche per l'utenza, strumenti multimediali e l'adesione alla rete bibliotecaria Pian del Bruscolo di cui è capofila, rendono la Biblioteca comunale di Colbordolo un servizio calato nella realtà, in grado di offrire risposte alle esigenze di informazione, lettura e svago del territorio. L’edificio sede della biblioteca dispone di una superficie totale è di oltre 300 mq articolata in tre livelli ambientali:

 

  • piano ingresso: sezione narrativa ragazzi con reception, novità, area prima infanzia, postazioni informatiche per il pubblico e fotoriproduzione;
  • piano soppalco: sezione giovani adulti e fumetti comunicante con la sezione di narrativa adulti;
  • piano primo: divulgazione adulti, sala divulgazione ragazzi, sezione locale, emeroteca, area laboratori.
  • www.biblioteche.unionepiandelbruscolo.pu.it

 


MOSTRA DEL LIBRO PER RAGAZZI 

Una brillante idea di laboratorio permanente di promozione (della lettura e del libro) Correva l’anno 1978, quando un gruppo di cittadini ebbe la pazza idea di mettere in piedi la prima Mostra del libro per ragazzi nella palestrina della Parrocchia di Morciola, una frazione del comune di Colbordolo, che all’epoca contava appena 4000 abitanti. Nessuno avrebbe poi immaginato che nel tempo questa esperienza pionieristica sarebbe diventata un laboratorio permanente di promozione (della lettura e del libro) che coinvolge ormai un territorio che oltrepassa i confini amministrativi. Tutto questo ha poi determinato la nascita di una biblioteca comunale che, per una vocazione naturale e irrinunciabile, si è specializzata nel settore ragazzi e insieme alla sua Mostra è cresciuta e si è sviluppata, anche se in periferia e con poche risorse. Una storia lunga che in controluce svela la storia della letteratura e dell’editoria italiana per ragazzi, i cui documenti fondamentali sono rappresentati dal patrimonio contenuto nella biblioteca comunale. Una ricca scelta di testi, i classici di ieri e di oggi che, tutti insieme, compongono un’invidiabile ricchezza, un vero tesoro non solo per il piccolo Comune di periferia di Colbordolo, ma anche per un qualsiasi centro maggiore. Nella storia della nascita della Mostra del Libro per Ragazzi di Colbordolo si può anche leggere uno spaccato della nostra storia a cavallo degli anni ’70. Ed in questo contesto Colbordolo pone l’ipoteca sulla sua futura vocazione: quella di diventare il punto privilegiato di osservazione prima e l’attore poi, nel campo della promozione della lettura, promozione che è andata di pari passo con il piacere della lettura.

L’accostamento poi di una parallela produzione editoriale della biblioteca comunale, realizzata con la collaborazione dei curatori scientifici della Mostra e il contributo di soggetti esterni, consente di lasciare un segno ancora più incisivo e rafforzare gli obiettivi della promozione. Saggi, raccolte antologiche, guide bibliografiche, tematiche e ragionate, qualificano la funzione della biblioteca e della sua Mostra che allargano i loro confini e acquisiscono sempre maggiore valenza tanto che, accanto al Comune di Colbordolo, si posizionano gli enti limitrofi che ora iniziano ad avere parte attiva nella manifestazione; un esempio per tutti la mostra itinerante su Andersen, partita dalla Mostra targata 2005, che ha poi fatto tappa nelle sedi dei Comuni dell’Unione Pian del Bruscolo, divenuto contemporaneamente il soggetto coordinatore dei servizi bibliotecari degli stessi cinque enti che lo costituiscono. E dell’ultimo decennio della Mostra sono ormai caratteri salienti anche le attenzioni privilegiate al mondo parallelo dell’illustrazione dei libri per ragazzi: tanti giovani artisti, in collettive o personali, hanno colorato le settimane di mostra libraria con la propria sensibilità e l’immediata comunicazione delle loro opere, realizzate con le più diverse tecniche e con stili e soggetti del tutto personali. Si è così segnato l’inizio di una nuovo percorso che, come sempre, conterà sulla competenza e l’aiuto di chi continua a credere che il libro sia insostituibile strumento di cultura e di formazione e rappresenti una ricchezza sempre attuale e moderna: con tutti loro la Mostra proporrà ancora suggestioni, alternative, idee, fantasia, novità, viaggi, sogni, sguardi privilegiati, ancora per altri anni, e ancora, ancora, …

 

 


CORPO BANDISTICO G.SANTI DI COLBORDOLO

Il "Corpo bandistico Giovanni Santi di Colbordolo", già conosciuto come Corpo Bandistico Comunale di Colbordolo, è una delle più antiche e prestigiose formazioni musicali della Provincia di Pesaro e Urbino. Il nome è stato attribuito nell'agosto del 1994, in occasione del 5° Centenario della morte del padre di Raffaello, Giovanni Santi, nato a Colbordolo tra il 1440 e il 1445. Prima ancora la formazione era conosciuta come “Concerto Musicale Cittadino”, risale infatti al 1853 il primo atto costitutivo ufficiale della Banda, anche se si tramanda che già da qualche decennio prima esistesse “in loco un gruppo di suonatori che interveniva alle feste”.

 


I Componenti

Il “Corpo bandistico Giovanni Santi di Colbordolo” conta attualmente un Organico di oltre 70 Elementi, di cui per il 70% di età compresa tra i 10 e i 20 anni, molti dei quali diplomati o allievi al Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro. Dal 1988 la direzione è affidata al Maestro Bruno Macci diplomato al Conservatorio Gioacchino Rossini di Pesaro e ora affiancato dal Maestro Eduardo Javier Maffei.

 

 



 

Il Repertorio

Tra il repertorio proposto agli ascoltatori più attenti ed esigenti figurano le interpretazioni delle più note sinfonie classiche di Verdi (Aida, Nabucco, Traviata), di Rossini (La Gazza Ladra), di Bizet (Carmen), ecc., ma anche musiche del ‘700 Veneziano, del folclore Marchigiano, e da films con l’esecuzione delle principali colonne sonore su musiche di Ennio Morricone, Nicola Piovani etc. Nell'ultimo periodo il repertorio del corpo bandistico si è arricchito con orchestrazioni ed arrangiamenti originali per banda. Le esecuzioni sono rivolte ad un pubblico amante della musica popolare che non disdegna incursioni anche nel melodramma italiano.


I Corsi di Orientamento Musicale

Fin dal 1967 la Banda di Colbordolo svolge Corsi di orientamento musicale. Grazie ai corsi che si tengono nel Comune di Colbordolo, tanti giovani che provengono sia dal Comune di Colbordolo, sia dai Comuni limitrofi di Sant’Angelo in Lizzola, Montelabbate e Tavullia si sono avvicinati alla musica. I giovani fanno della Banda un mezzo di incontro sociale e culturale, riscoprendo contemporaneamente le tradizioni più genuine e più care della Comunità locale che contribuiscono a salvaguardare e valorizzare.


Discografia e Bibliografia

Nel 2003, in occasione del 150° anniversario della fondazione, La Banda di Colbordolo ha inciso il suo primo CD "Colori". Sempre nel 2003 la Banda ha presentato un "volume" dal titolo “La Banda di Colbordolo”, a cura di Simonetta Bastianelli, Cristina Ortolani, Maria Luisa Ubalducci con un introduzione di Leonardo Moretti. Il libro sulla Banda ripercorre la storia e le vicende dei suoi 150 anni di attività attraverso documentazione cartacea e fotografica, al fine di evidenziare l’importanza che nel corso degli anni questa istituzione ha rivestito non solo per il territorio del Comune di Colbordolo, ma anche per tutta la provincia di Pesaro e Urbino. Nel 2005 in occasione dei festeggiamenti di Santa Cecilia, presso la Sala della Repubblica del Teatro “G. Rossini” di Pesaro, il Corpo Bandistico ha presentato il suo secondo CD dal titolo “La Banda è…”, una vivace raccolta degli ultimi brani musicali del Complesso che lo stanno rendendo famoso in tutte la maggiori Piazze. Nel 2008 è uscito il terzo CD del Corpo Bandistico "Giovanni Santi" di Colbordolo intitolato "Bandacadabra, la magia della musica".


Tournée e Premi

Negli ultimi anni il Corpo Bandistico ha partecipato ai principali raduni e manifestazioni musicali, caratterizzandosi soprattutto per la giovanissima età dei suoi Componenti ed il repertorio proposto dal Maestro Macci sempre al passo con i tempi e con il continuo evolversi dei gusti musicali. Oltre che in Italia il Corpo Bandistico si è esibito anche all’estero, Germania (Wolsburg), Francia (Caen), Ungheria (Budapest) ed ha partecipato più volte al concorso nazionale “La Banda dell’Anno” nell’ambito della Mostra Interexpo Music. E' stato invitato più volte invitato a Sorrento (NA) in occasione dei festeggiamenti del Patrono S. Anna, e a Grottammare (AP) in occasione della cerimonia di apertura del Carnevale estivo del Piceno. Da qualche anno, inoltre, partecipa alla cerimonia di inaugurazione della Festa della Birra di Sappada (Belluno) ed ad altre iniziative turistiche organizzate dai Comuni delle Dolomiti. Ha eseguito l’Inno d’Italia in diretta su Rai-Sat in occasione dell’All Star Game – incontro fra nazionale Italiana femminile di pallavolo e le migliori atlete straniere ed è intervenuto alla trasmissione televisiva TG Itinerante, trasmissione di Rai3 Marche.

É ormai consuetudine la partecipazione del Corpo Bandistico ai festeggiamenti per la conquista dei vari titoli mondiali di moto GP da parte di Valentino Rossi o di altri atleti Pesaresi, come di recente la medaglia d’oro di nuoto di Filippo Magnini svoltasi a Pesaro in data 4 agosto 2005. Nel 1967 il Corpo bandistico di Colbordolo ottiene il primo premio a Fano (PU) come vincitore dell’ultima manifestazione provinciale denominata “La Tromba d’Oro”. La Banda risulta prima tra tutte le Bande Musicali della Provincia di Pesaro e Urbino. Nel 2009, in occasione della tournée a Vienna si è esibito al "Castello di Sissy" e nel 2010 ha partecipato all'udienza generale di S.S. Papa Benedetto XVI in Piazza S. Pietro, Città del Vaticano. Il 16 Marzo 2011 in occasione della Notte Tricolore per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, si è esibito al Teatro Comunale "Giuseppe Verdi" di Saludecio. Il 29/30 Ottobre 2011 partecipa a Fiuggi al Concorso Nazionale per Bande, Cori e Gruppi Folkloristici indetto nell’ambito della celebrazione del “150° Anniversario dell’Unità d’Italia” qualificandosi al 2° POSTO diventando così la II^ BANDA D'ITALIA.

 

 Vedi Anche Pagina Musica 

 

 

 COLBORDOLO

MONTEFABBRI IL "BORGO DEI SOGNI"

MULINO PONTEVECCHIO

 

CORPO BANDISTICO - "GIOVANNI SANTI"

 

  Colbordolo  anche nella pagina Facebok di AvventuraMarche 

© AvventuraMarche 2008 . Tutti i diritti riservati, loghi e fotografie gentilmente concessi dai rispettivi proprietari.

Disclaimer . Privacy . P.IVA 02377840422 .

www.appartamentistellaalpina.it Appartamenti Stella Alpina